Mese: luglio 2016

Quando finisce una relazione: 5 consigli pratici

Quando finisce una relazione vi è un tumulto di emozioni dolorose, tristezza, paura, rabbia.

Che solitamente si rifanno a:

senso di abbandono, soprattutto quando è il/la partner a lasciare noi

senso di colpa, quando siamo noi a decidere di separarci

senso di fallimento, che ci fa porre domande quali: “cosa ho sbagliato?”, “Perché è andata male anche stavolta?”,  e affermazioni del tipo: “È colpa mia”, “Ho fallito anche stavolta”.

lutto: portarsi via il mondo
non è solo la fine di un amore, ma anche la fine del futuro che ci immaginavamo con la persona amata.

modifiche al senso d’identità: cambia l’immagine che abbiamo di noi, dell’altro e delle relazioni.

 

In questo casi, è importante mantenere il più possibile integro il proprio senso di dignità: solo così la nostra autostima ne può uscire sana e salva.

In che modo?

1) È normale avere l’impulso di insultare, addurre spiegazioni, esaminare chirurgicamente i fatti, vittimizzarsi, colpevolizzare… ma tutto ciò è figlio dell’ondata emotiva che stiamo vivendo. Prendiamoci del tempo, utilizziamo la scrittura per sfogare la rabbia (un diario da tenere per noi), e al posto di chiamare in continuazione le amiche/gli amici proviamo a stare nel silenzio e ritrovarci (molto utili le meditazione e i rilassamenti guidati).

2) se amiamo ancora la persona che ci ha respinti diciamoglielo ma con dignità, senza supplicare e senza chiedere/recriminare nulla in cambio.

girl-with-a-balloon-by-banksy3) è importante interrompere i contatti, verbalizzandolo all’ex e concordando tempi e  modi se necessario. E’ dannoso “sparire nel nulla” senza comunicare la necessità  di prendersi del tempo e dello spazio “non inquinato” dalla presenza dell’altro/a. Questo ci aiuterà a non cadere nelle recriminazioni e nelle suppliche, e di non adottare comportamenti di cui poi potremmo pentirci e che provocherebbero ulteriori sofferenze. Stiamo nella distanza e nella separazione per elaborare quello che è successo. In questo modo siamo più facilitati a gestire la rabbia.

NB: questo non significa interrompere il rapporto per sempre. Solo dopo che è terminata l’ondata emotiva e l’elaborazione interiore (che può durare mesi o anni!) è possibile riprendere i contatti serenamente.

4) evitiamo di usare alcol e/o sostanze: potrebbe venirci la voglia di prender una bella “sbronza” o di usare sostanze per sedare la nostra sofferenza, ma non funziona mai! Anzi, l’effetto potrebbe essere l’esatto contrario: intensificazione del dolore, che, associata ad un calo delle difese (dovuto all’alcol/sostanza), ci può portare a compiere atti di cui poi ci pentiremo (sms, telefonate all’ex, comportamenti lesivi nei suoi confronti o auto-lesivi). Ricordiamoci che l’unico modo per far passare alcune sofferenze è viverle, senza negarle.
resp_solidale5) è normale pensare in termini di colpa (“è colpa mia”/”è colpa sua”), ma proviamo a sostituire la parola “colpa” con  la parola “responsabilità”, e ricordiamoci che in una coppia le cose si fanno in due. Non è mai “colpa” di uno o dell’altro, cerchiamo di analizzare qual è stata la nostra parte, ricordandoci che abbiamo fatto il meglio che potevamo fare in quel momento.

 

Quando invece è il caso di chiedere un aiuto psicologico:

– quando l’elaborazione del “lutto” della relazione richiede tempi troppo lunghi in proporzione all’entità del fatto

– e/o sta compromettendo eccessivamente la nostra quotidianità

– quando sentiamo che la rabbia verso l’ex ha il sopravvento e ci spinge ad agire contro di lui/lei (stalking, pedinamenti, insulti, minacce, violenza psicologica e fisica, …) o contro noi stessi (agiti autolesivi, pensieri suicidari, comportamenti a rischio…).

Quando finisce una relazione ricordiamoci che non possiamo imporre alla persona amata di restare con noi se non vuole, ma possiamo mantenere intatta la nostra autostima agendo con dignità.

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